Esami diagnostici


Vengono descritti gli esami che “possono” essere utilizzati nella diagnostica delle cefalee:



Tutte queste indagini sono davvero indispensabili nella valutazione dei soggetti con cefalea? Per rispondere al quesito va ricordato che nella grande maggioranza dei casi un'accurata raccolta anamnestica, un esame obiettivo generale e neurologico nella norma sono sufficienti per arrivare ad una diagnosi di cefalea primaria, eliminando la necessità di eseguire accertamenti strumentali, alcuni dei quali anche invasivi.

Riguardo le singole indagini verranno valutate di volta in volta la necessità e l'opportunità di eseguirle, in base alla sintomatologia presentata dal soggetto.

Alcuni segnali di allarme portano necessariamente all'esecuzione, anche in urgenza, di alcuni di questi accertamenti:

  • episodio di cefalea isolato ad esordio acuto o iperacuto
  • esordio tardivo dei sintomi oltre i 50-60 anni
  • modificazioni del quadro sintomatologico abituale
  • alterazioni dello stato di coscienza
  • traumi cranici recenti, soprattutto in pazienti anziani
  • presenza di fattori di scatenamento quali sforzi fisici, attività sessuale, tosse e alvo
  • crisi convulsive
  • deficit neurologici focali, incluse le aure prolungate ed in particolare le monosintomatiche

Rx cranio e seni paranasali

Cos'è
È un esame radiologico che consente di visualizzare le componenti dure della scatola cranica; è usato fondamentalmente per indagini sull'osso e/o sulle cavità paranasali.
Come si esegue
Il soggetto in piedi viene fatto appoggiare con la testa ad una parete, dietro alla quale vi è una lastra su cui, grazie ad un fascio di raggi X, rimane impresso il contorno di quelle strutture sufficientemente "dure", da non lasciar passare il fascio di raggi stesso. Solitamente si effettua una radiografia di lato (proiezione laterale) ed una dal davanti (proiezione antero-posteriore).
A cosa serve
La lastra del cranio evidenzia un danno diretto dell'osso, come nel caso dei traumi o nelle malattie che colpiscono primariamente l'osso stesso. Può mostrare anche le sinusiti acute, attraverso un opacamento delle cavità paranasali; indirettamente può evidenziare la presenza di tumori, ad esempio quelli dell'ipofisi, rilevando una modificazione del profilo di una particolare struttura ossea, la sella turcica, che ospita la ghiandola ipofisaria. Infine può rilevare calcificazioni patologiche, cioè accumuli di calcio, che appaiono bianchi sulla lastra, in sedi diverse da quelle abituali.
Non trova alcuna indicazione nella diagnosi delle cefalee primarie.
Che problemi può dare
Effettuare una una radiografia del cranio non pone problemi particolari se si eccettua naturalmente l'effetto nocivo delle radiazioni. Nella pratica clinica attuale il suo utilizzo è divenuto sempre più raro, per l'utilizzo di altre tecniche di immagini radiologiche più innovative.

Elettroencefalogramma (EEG)
Cos'è
È un esame che rileva l'attività elettrica cerebrale. Si effettua mediante elettrodi che registrano gli impulsi elettrici trasmessi dal cervello e a loro volta registrati da una macchina, la quale li trascrive sotto forma di tracce lineari.
Come si esegue
Il paziente può essere seduto comodamente o sdraiato. Sullo scalpo vengono applicati degli elettrodi (circa venti). Nel corso dell'esame vengono effettuate alcune stimolazioni per registrare le reazioni del cervello (ad esempio, si può registrare una fase, di circa tre minuti, in cui vengono effettuati respiri profondi oppure gli effetti che una luce intermittente provoca sull'attività elettrica). La registrazione dell'EEG viene effettuata sia ad occhi chiusi, per la maggior parte del tempo, che ad occhi aperti, e dura circa venti minuti; può essere eseguito anche durante il sonno, e in questo caso dura circa due ore; ma si può effettuare anche una registrazione elettroencefalografica che dura 24 ore.
A cosa serve
Nelle cefalee non è un esame di prima scelta, abbondantemente superato dalle nuove tecniche di immagini. In alcune forme di cefalea primaria, come nell'emicrania con aura, può comunque evidenziare in alcuni soggetti anomalie, che tuttavia restano aspecifiche (cioè senza un significato patologico).
È realmente utile nell'epilessia, nei disturbi del sonno, nelle meningo-encefaliti e nelle encefalopatie tossiche e metaboliche.
Che problemi può dare
Eseguire un EEG non pone alcun problema. E' un esame non doloroso, né invasivo.


Tomografia Assiale Computerizzata (TAC/TC) dell'encefalo
Cos'è
La TAC è una tecnica diagnostica che sfrutta i raggi X per ottenere immagini dettagliate di aree specifiche dell'organismo; consente di riprodurre sezioni o strati (tomografia) corporei più o meno sottili e di effettuare elaborazioni tridimensionali. Per la produzione delle immagini è necessario l'intervento di un elaboratore di dati (computer/computerizzata); per ottenere informazioni dettagliate di specifiche aree dell'organismo è necessario radiografare la sezione da più angoli; il fascio di raggi X viene così proiettato seguendo in successione numerose traiettorie diverse (assiale).
Come si esegue
Il soggetto è sdraiato su un lettino che scorre parzialmente all'interno della macchina (nel caso di una TC cerebrale entrerà solo il capo). La macchina ruota intorno alla testa e scatta tante lastre (scansioni o fette) che invia ad un computer, il quale elabora e ricostruisce le immagini come su una mappa geografica. Ogni esame fornisce mediamente 15-20 scansioni e dura generalmente 10 minuti, anche se la più recente TC a spirale è in grado di “scansionare” il corpo intero in pochi secondi. La TC multistrato rappresenta un'ulteriore evoluzione della TC a spirale. Grazie a questa tecnica il corpo umano viene virtualmente "affettato" in molti strati sub-millimetrici (fino a 160 al secondo) che, rielaborati dal computer, forniscono immagini tridimensionali e indicazioni sulla funzionalità della struttura anatomica esaminata. Può essere effettuata con le semplici scansioni radiografiche (TAC basale), oppure può essere ripetuta iniettando un mezzo di contrasto (TAC con mdc) che evidenzia meglio alcune strutture quali arterie, vene o aree molto irrorate di sangue.
A cosa serve
Nel caso del capo la TC riproduce il cervello, le ossa del cranio e del massiccio facciale con le cavità nasali e le orbite. I tessuti più spessi e duri, come le ossa, nelle immagini appaiono bianchi, mentre quelli meno spessi, come il cervello o i muscoli, mostrano diverse tonalità di grigio. L'aria appare completamente nera.
La TC dell'encefalo consente di visualizzare zone traumatizzate, ischemie o emorragie (in questi casi è sufficiente la TC basale); oppure tumori, malformazioni vascolari, ascessi cerebrali, meglio evidenziati dopo mezzo di contrasto.
Nelle cefalee primarie non contribuisce a migliorare la diagnosi e nel caso di emicrania non risulta indicata; lo diventa qualora la cefalea presenti un cambiamento nell'andamento o delle atipie cliniche o nel caso di sospetto di una cefalea secondaria, cioè attribuita ad una malattia sottostante.
Che problemi può dare
I raggi X proiettati dall'apparecchiatura durante l'esame non sono dolorosi. Il disagio maggiore per il soggetto deriva dalla necessità di rimanere immobile sul lettino (per la TC spirale questi tempi sono ridotti a poche decine di secondi o meno).
Se viene eseguita una TC encefalo con mezzo di contrasto (somministrato per via endovena) può comparire una leggera sensazione di bruciore locale in sede di iniezione, una vampata di calore e un sapore metallico in bocca. Si tratta di sensazioni comuni che normalmente durano soltanto pochi secondi. Il mezzo di contrasto, solo in rari casi, può scatenare reazioni allergiche maggiori in chi ne è suscettibile. Pur essendo bassissimo, tale rischio si può manifestare in chi soffre di asma, allergie o altre condizioni patologiche quali il diabete o cardiopatie o malattia tiroidea.
L'unico problema è rappresentato dalle radiazioni, che sono nocive per l'organismo. Durante una gravidanza certa o sospetta è molto importante comunicare la propria condizione al medico, che potrà eventualmente decidere di posticipare l'esame o scegliere un'indagine diagnostica alternativa. Per lo stesso motivo, quando è possibile, si cerca di adottare altri strumenti diagnostici che non richiedano l'utilizzo di radiazioni come ad esempio la Risonanza Magnetica Nucleare.
Ricordiamo infine che, a differenza di quest'ultima, la TC può essere eseguita anche in presenza di pacemaker o defibrillatori interni.

Risonanza Magnetica Nucleare (RMN) dell'encefalo
Cos'è
E' un esame diagnostico basato sempre su immagini che permette di visualizzare l'interno del nostro corpo, ma senza somministrare pericolose radiazioni. Ideata e messa a punto intorno al 1980, la RMN ha subito nel corso degli anni processo di evoluzione tecnologica. Oggi, grazie alla sua estrema precisione diagnostica e all'assenza quasi totale di effetti collaterali, si è conquistata un ruolo di primaria importanza nella diagnosi di numerosissime malattie. Particolarmente utile nell'ottenere immagini dettagliate del cervello e della colonna vertebrale, riesce a fornire ottime informazioni anche in campo ortopedico-traumatologico, cardiologico e gastroenterologico. L'unico limite alla sua diffusione rimane l'elevato costo dell'apparecchiatura e delle operazioni di manutenzione.
Il principio di funzionamento della RMN è estremamente complesso; semplificando, possiamo dire che l'esame utilizza campi magnetici e onde di radiofrequenza. La regione anatomica da esaminare viene praticamente inserita fra due grosse calamite che vengono attivate e disattivate, producendo modificazioni dei campi magnetici che circondano le strutture. Tali modificazioni sono quindi rielaborate dall'apparecchiatura che le trasforma in immagini.
Come si esegue
Dal momento che il soggetto è sottoposto a un campo magnetico, prima dell'esame viene invitato a togliersi qualsiasi oggetto o indumento contenente parti metalliche (orologio, catenine, telefonino, etc.); in particolare l'esame non può essere assolutamente eseguito se si è portatori di:
  • pacemaker cardiaco
  • clip vascolari ferromagnetiche
  • elettrodi endocorporei
  • dispositivi elettromeccanici non rimovibili
  • protesi del cristallino con punti ferromagnetici intraoculari
  • corpi estranei ferromagnetici in sedi vitali o vicini a vasi sanguigni, occhi, ecc
  • alcuni impianti e protesi acustiche interne
  • pompe di infusione (per esempio di insulina) che vanno disattivate prima dell'esame
In questi casi potrà essere prescritta in alternativa una TC o altri esami. Fortunatamente al giorno d'oggi la maggior parte dei materiali protesici utilizzati sono compatibili con l'esecuzione della RMN.
L'esame può essere eseguito sotto la responsabilità congiunta medico-paziente in caso di:
  • gravidanza, dopo il primo trimestre
  • clip o altri dispositivi metallici non ferromagnetici
  • corpi estranei ferromagnetici in sedi non vitali
  • filtri, stent e spirali ferromagnetiche (non dopo 6 settimane dall'impianto)
  • protesi ortopediche metalliche
  • protesi mammarie
  • IUD e diaframmi uterini (si consiglia dopo l'esame una visita di controllo per accertarsi del corretto posizionamento)
  • alcuni tipi di shunt ventricolo-peritoneali
Il soggetto, sdraiato su un lettino mobile, viene fatto entrare all'interno della macchina. Le modificazioni dei campi magnetici, così trasformate in immagini, possono rappresentare la maggior parte delle strutture del nostro corpo, viste nei tre piani dello spazio. Inoltre vi sono diverse tecniche di acquisizione delle immagini che consentono di visualizzare meglio e con diverse gradazioni di bianco/grigio/nero le strutture corporee. L'esame può durare da 20 minuti fino ad un'ora e mezza, a seconda dell'area da indagare e dell'eventuale somministrazione di mezzo di contrasto.
A cosa serve
Come nel caso della TC, la RMN encefalo riproduce le diverse zone del cervello, le cavità nasali e oculari, il rachide etc, ma soprattutto permette d'indagare strutture altrimenti scarsamente visibili quali le meningi, i nervi cranici (come il nervo ottico e il nervo trigemino) e il midollo spinale.
Consente di visualizzare le stesse patologie della TC encefalo, ma con una maggior precisione, evidenziando aspetti anomali del cervello che la TC non riconosce o "vede male”, quali malformazioni della corteccia cerebrale, anomalie di sviluppo del cervello, lesioni infiammatorie della sostanza bianca, ischemie cerebrali nelle prime fasi della malattia.
Negli ultimi anni si sono sviluppate nuove tecniche di elaborazione dei dati ottenuti durante l'esame RMN che possono precocemente visualizzare un disturbo ancora reversibile del tessuto cerebrale (esame in diffusione) o visualizzare un deficit di perfusione (per esempio si può rilevare un'ischemia cerebrale prima del danno tissutale avvenuto).
La RMN encefalo non trova indicazione nella diagnosi delle cefalee primarie, in particolare nell'emicrania; lo diventa qualora essa presenti un cambiamento nell'andamento temporale o nel decorso clinico o nel sospetto di una cefalea secondaria attribuita ad una patologia cerebrale sottostante.
La RMN funzionale è una tecnica che produce immagini in una sequenza più veloce di quella di una normale RMN. Questa metodica consente di rilevare le aree dove è maggiore il consumo di ossigeno, ovvero quelle zone del cervello che vengono attivate in quel preciso momento; è possibile così vedere non solo immagini relative a sezioni trasversali del corpo umano, ma anche evidenziare quale area del cervello viene attivata in differenti mansioni come pensare, provare emozioni, muovere gli arti, etc.
La RMN spettroscopica, apparecchiatura molto sofisticata, è in grado di rilevare la presenza di alcune sostanze in una determinata area dell'encefalo, la cui presenza consente di differenziare con discreta attendibilità vari tipi di tessuto, quello patologico da quello sano, in particolare il tessuto tumorale.
Infine, macchine più potenti e moderne, quale la RMN trattografica, sono in grado di evidenziare l'anatomia dei fasci cerebrali all'interno degli emisferi, determinando quale parte del cervello è connessa con un'altra parte.
Che problemi può dare
La RMN è un'indagine sicura e del tutto innocua e indolore per l'organismo umano. L'assenza di radiazioni ionizzanti la rende particolarmente adatta anche per la ripetizione di esami a breve distanza di tempo. Sono rarissimi i fenomeni di allergia, per cui il mezzo di contrasto può essere somministrato, quando trova indicazione, senza particolari problemi; mentre può essere difficile eseguire l'esame per chi soffre di claustrofobia, dato che lo spazio in cui si deve rimanere immobili è angusto e il rumore può essere fastidioso. Per questi soggetti vi è l'indicazione ad eseguire l'esame in macchine cosiddette “a cielo aperto”.

Angio-TC e Angio-RMN dei vasi del collo e cerebrale
Cos'è
Sono esami che si basano sugli stessi principi della TC e della RMN encefalo, soltanto che il software di elaborazione delle immagini privilegia la componente vascolare, vale a dire evidenzia in maniera selettiva le arterie e le vene, ricostruendo un'immagine che rappresenta l'albero vascolare da indagare. L'Angio-TC va eseguita con mezzo di contrasto; l'Angio-RMN invece può essere eseguita senza contrasto in quanto si basa sulle differenze di velocità del flusso ematico nei vasi arteriosi e venosi.
Come si esegue
Esattamente come la TC e la RMN encefalo.
A cosa serve
Fondamentalmente per evidenziare aneurismi, fistole artero-venose, malformazioni vascolari, trombosi dei vasi venosi.
Non trovano indicazione nelle cefalee primarie.
Che problemi può dare
Problemi di allergia al mezzo di contrasto per l'Angio-TC e nel caso dell'Angio-RMN gli stessi descritti per la RMN.

Rachicentesi o Puntura Lombare (PL)
Cos'è
E' la metodica di elezione per il prelievo del liquor ovvero del liquido cerebro-spinale che circonda, lubrifica e protegge il cervello ed il midollo spinale. L'analisi del liquor è importante a fini diagnostici, per la ricerca di microrganismi, cellule del sangue, marcatori tumorali, alterazioni chimiche presenti in alcune malattie e la misurazione della pressione intracranica.
Essendo un esame cosiddetto invasivo è necessario il consenso informato del paziente o del suo tutore.
Come si esegue
Viene eseguito da un medico, assistito da un infermiere professionale, con il soggetto in posizione seduta o in decubito laterale. La puntura viene sempre effettuata in condizioni di sterilità e prevede l'uso di soluzioni anestetiche locali. Dopo l'inserimento di un sottile ago nello spazio tra due vertebre a livello lombare (L3-L4), si esegue la misurazione della pressione liquorale e si prelevano almeno 10 cc di liquor, da inviare al laboratorio per le analisi del caso. La durata complessiva dell'esame è di circa 30 minuti (la fase di prelievo del liquor è di pochi minuti), dopo i quali il soggetto deve mantenere il decubito prono per almeno un'ora, consigliando il riposo a letto per le successive 24 ore.
A cosa serve
La PL diagnostica viene eseguita con lo scopo si misurare la pressione liquorale, nel sospetto di un'ipertensione o ipotensione liquorale, e fornire un campione per gli esami chimico, citologico e batteriologico; è di utilità diagnostica nelle seguenti condizioni patologiche:
  • processo infettivo ed infiammatorio del sistema nervoso centrale (meningite, encefalite)
  • malattie immunitarie e disimmuni che coinvolgono il sistema nervoso centrale
  • sanguinamenti intracranici
  • tumori con infiltrazioni delle meningi
Non trova indicazione nella diagnosi delle cefalee primarie.
La PL evacuativa nei casi di idrocefalo normoteso costituisce un test pre-operatorio per oggettivare un eventuale miglioramento clinico ed è quindi predittiva di un esito favorevole di un interevento di derivazione ventricolare.
Infine il liquor stesso può essere un veicolo utilissimo per diffondere farmaci che devono agire direttamente sul sistema nervoso centrale.
Che problemi può dare
La PL Non è una manovra pericolosa, ma necessita di particolari misure cautelative in presenza di infezioni cutanee o sottocutanee in sede di puntura, coagulopatie e terapia con anticoagulanti. Vi è inoltre l'indicazione ad eseguire una TC del cranio o una RMN del midollo spinale prima della sua esecuzione, in presenza di segni clinici suggestivi di ipertensione endocranica o di mielopatia.
Le complicanze possono essere cefalea, algie in sede vertebrale e sintomi radicolari e, assai raramente, sanguinamento subaracnoideo. La cefalea post-rachicentesi è la complicanza più frequente: compare nel 25% circa dei pazienti e dura in media 2-8 giorni. E' tipicamente posturale, accentuata dalla stazione eretta, dalla tosse e dallo starnuto. Sintomi associati possono essere algie vertebrali, nausea, vomito ed acufeni. Il trattamento della suddetta sintomatologia consiste nel riposo a letto, in un'adeguata idratazione e nell'assunzione di semplici antidolorifici.

Ecocolordoppler dei Tronchi Sovra Aortici (ECD TSA) ed Ecocolordoppler Transcranico (TCD)
Cos'è
L'Ecocolordoppler vascolare è una metodica diagnostica ecografica, che permette la visualizzazione dei principali vasi encefalici, associando ad una semplice ecografia, l'ausilio della tecnica color e la tecnica doppler. La terminologia TSA indica le arterie carotidi, succlavie e vertebrali.
L'esame transcranico invece studia in modo incruento i vasi intracranici.
Come si esegue
L'esame non richiede preparazione. Nell'ECD TSA Il paziente viene collocato su un lettino in posizione supina con il collo ed il capo ben estesi rivolti all'operatore che siede all'estremità. Con una sonda inclinata correttamente si seguono i vasi del collo da esaminare con l'intermezzo di un gel.
Nel TCD la sonda ecografica viene fatta scorrere sul gel in corrispondenza della regione temporale sino ad ottenere la migliore immagine ecografica e del segnale doppler dell'arteria cerebrale media. È importante per documentare la presenza o meno di shunt emodinamico destro-sinistro; viene posizionato un catetere in una vena del braccio, come si usa fare durante i normali prelievi ematici, che viene raccordato tramite un deflussore ad un flacone di soluzione fisiologica per il mantenimento dell'accesso venoso. Nel frattempo vengono preparate due siringhe con soluzione fisiologica e aria, raccordate con un rubinetto a tre vie, per permettere la rapida miscelazione del contenuto di entrambe le siringhe sino ad ottenere una sospensione omogenea di microbolle d'aria. L'iniezione rapida endovena di tale sospensione con soggetto a riposo e successivamente durante manovra di Valsalva (torchio addominale) permetterà di documentare la presenza di shunt emodinamico destro-sinistro mediante la valutazione, da parte del medico esecutore, del segnale doppler.
A cosa serve
L'ECD TSA dà la possibilità di ottenere informazioni morfologiche ed emodinamiche in tempo reale (spesso più accurate dell'angiografia) sulla condizione vascolare dei distretti carotideo e vertebro-basilare. E' un esame ecografico in grado di valutare gli aspetti morfo-funzionali ovvero anatomia, decorso e/o tortuosità dei vasi. Inoltre permette di valutare la presenza di placche aterosclerotiche in grado di determinare o meno una stenosi o in alcuni casi importanti occlusioni vasali. Per tale motivazione l'esame diventa di prioritaria importanza nella prevenzione della malattia aterosclerotica cerebrale e nella prevenzione dell'ictus, oltre che nel monitoraggio degli interventi chirurgici di rivascolarizzazione. Dal momento che i tratti sovra aortici rispecchiano la condizione delle arterie coronarie, l'ECD TSA è un esame utile anche nella prevenzione della malattia aterosclerotica cardiaca.
IL TCD trova particolarmente impiego nella valutazione della riserva funzionale del circolo cerebrale in corso di patologie steno-ostruttive del distretto carotideo e vertebrale, nella valutazione di stenosi, kinking, ectasie, fistole artero-venose e nella monitoraggio del vasospasmo in corso di emorragia subaracnoidea.
Che problemi può dare
L'ECD TSA è un esame esente da rischi, eccetto che per le manovre di compressione delle arterie carotidi.
Nell'TCD il soggetto può avvertire il dolore di una comune iniezione endovenosa ed è legato esclusivamente alla penetrazione dell'ago nel braccio. La successiva iniezione di mezzo di contrasto gassoso e la metodica ecodoppler sono completamente esenti da alcun tipo di dolore o disagio. Rimosso l'ago e medicata la sede di iniezione non ci sono particolari precauzioni da adottare e si possono riprendere immediatamente le normali abitudini di vita.

Ecocardiogramma Transtoracico (Eco-TT) ed Ecocardiogramma Transesofageo (Eco-TE)
Cos'è
L'ecocardiografia è una metodica nella quale gli ultrasuoni sono utilizzati per visualizzare
l'interno del cuore ed il flusso del sangue attraverso le valvole.
A differenza delle radiazioni utilizzate in radiologia, gli ultrasuoni sono innocui, per cui non è necessaria alcuna precauzione e l'esame può essere eseguito su qualunque soggetto innumerevoli volte (anche nelle donne in gravidanza).
Come si esegue
Durante l'esame di routine transtoracico, la sonda viene appoggiata al torace del soggetto; gli ultrasuoni arrivano al cuore e ritornano alla sonda, generando echi che sono utilizzati per visualizzare sullo schermo un cuore "virtuale", che informa circa il comportamento del cuore "reale" del soggetto. Le onde sonore possono anche essere riflesse dalle cellule del sangue e fornire informazioni sul flusso all'interno del cuore e dei vasi, il cosiddetto fenomeno doppler. Durante un esame doppler il soggetto sente un rumore prodotto dalla macchina che rappresenta il flusso del sangue attraverso le valvole del cuore.
Talvolta può accadere che l'Eco-TT non sia sufficiente a risolvere il problema diagnostico. In questi casi può essere necessario effettuare l'Eco per via transesofagea che per il soggetto equivale all'esecuzione di una comune gastroscopia. Per visualizzare il cuore da questa diversa finestra il soggetto deve sopportare il disagio della introduzione di una sonda attraverso l'esofago. L'esofago è l'organo che connette la bocca con lo stomaco e passa proprio dietro al cuore, in una posizione quindi che consente di “vedere” il cuore da vicino e da una posizione opposta a quella dell'esame transtoracico. In questo modo possono essere acquisite altre informazioni che, integrate a quelle dell'esame transtoracico, consentono quasi sempre di dirimere problematiche diagnostiche.
La durata complessiva dell'esame è di circa 10-15 minuti.
A cosa serve
L'ecocardiografia rappresenta, insieme all'elettrocardiogramma, la metodica per studiare qualunque tipo di malattia cardiaca. Le informazioni che si rilevano con questo esame sono diverse e complementari a quelle che si acquisiscono con l'elettrocardiogramma. La visita cardiologica, l'elettrocardiogramma e l'ecocardiografia consentono di acquisire una ricchezza di informazioni sullo stato anatomico e funzionale del cuore di livello molto elevato.
Che problemi può dare
L'esame transtoracico è del tutto innocuo e indolore; l'esame transesofageo è fastidioso. Va detto comunque che se il soggetto riesce a collaborare e a mantenere la calma, il fastidio si riduce di molto. Benché ogni volta che “qualcosa” viene introdotta nel nostro corpo esistono dei rischi, con l'Eco-TE tuttavia i rischi sono ridottissimi. Si tratta generalmente di aritmie cardiache che vengono ben tollerate dal soggetto e che solo molto raramente richiedono un trattamento farmacologico.
L'Eco-TE è comunque una metodica estremamente sicura ed è estremamente improbabile che si verifichino delle complicazioni; di fatto l'utilità delle informazioni che si ottengono giustifica ampiamente i disturbi che il soggetto deve sopportare ed il minimo rischio di complicazioni insite nella metodica.

 

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Pagina aggiornata al: 7 maggio 2012 15.05.47